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Turismo e Cultura nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il documento che traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che l’Italia vuole realizzare con i fondi europei di Next Generation EU. All’interno del PNRR, il tema Turismo e Cultura occupa la terza componente della missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura –  che beneficia di 8 mld di euro complessivi. Il PNRR Turismo e cultura si divide in tre aree di intervento:

  1. “Patrimonio culturale per la EU Next Generation”. Conta 2,7 miliardi di euro e si articola in cinque misure operative: piano strategico grandi attrattori turistico-culturali; piattaforme e strategie digitali; miglioramento accessibilità fisica; Roma Caput Mundi e progetto Cinecittà.
  2. “Siti Minori, Aree Rurali e Periferie”. Conta 2,4 miliardi e si articola in quattro misure operative: Piano Nazionale Borghi; progetti partecipati di rigenerazione urbana a base culturale; riqualificazione di parchi e giardini storici; progetti di sicurezza antisismica dei luoghi di culto.
  3. “Turismo e cultura 4.0” (formazione e turismo lento). Conta 2,9 miliardi di euro e si articola in quattro misure operative: l’interazione tra formazione e luoghi della cultura; supporto agli operatori culturali nella transizione green e digitale; miglioramento delle infrastrutture di ricettività e dei servizi turistici; “Percorsi nella Storia” (cd turismo lento).

Attualmente, il Piano è oggetto di confronto tra il Governo e le parti sociali e parallelamente è in esame presso la Commissione Bilancio della Camera e dalle altre commissioni interessate. Dopo l’esame da parte delle Camere, il Recovery Plan dovrà tornare a Palazzo Chigi per il recepimento delle proposte di modifica e di nuovo in Parlamento per l’approvazione definitiva. 

Entro il 30 aprile dovrà essere predisposto il testo finale da trasmettere alla Commissione UE.

Per maggiori informazioni: http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-del-consiglio-dei-ministri-n-89/16017

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Una ricerca per stimare il peso del COVID 19 sulle imprese culturali e creative

La ricerca Ricostruire l’Europa. L’economia culturale e creativa prima e dopo il COVID-19, commissionata dal Gruppo Europeo delle Società di Autori e Compositori (GESAC) a Ernst&Young, ha stimato l’impatto della pandemia sulle industrie culturali e creative, confrontando lo stato di salute del settore prima e dopo la crisi sanitaria mondiale. Se nel 2019 il settore era in grado di mettere in moto nell’UE un volume d’affari pari a 643 miliardi di euro e rappresentava il 4,4% del PIL in termini di fatturato complessivo, dopo la pandemia il volume d’affari complessivo delle ICC si è ridotto del 30%, un calo pari a quasi 200 mld di euro dal 2019. L’economia culturale e creativa si conferma uno dei settori più colpiti in Europa, poco meno del trasporto aereo, ma più del turismo e dell’industria automobilistica (rispettivamente a -27% e -25%). Dopo una prima sessione analitico-quantitativa, lo studio mette a fuoco le sfide prioritarie per il piano di ripresa e crescita dell’economia creativa, puntando l’attenzione sulla necessità di finanziare, potenziare e valorizzare il settore.

Per maggiori informazioni: https://www.rebuilding-europe.eu/